I campetti di formazione per il Jamboree
Nel corso degli ultimi mesi, come molti sapranno, si sono svolti i campetti di formazione per il Jamboree 2007. In queste occasioni noi ragazzi abbiamo avuto l’occasione di confrontarci, di vivere, insieme a persone con le nostre stesse speranze e paure, l’emozione dell’ipotesi di un campo mondiale.
Certo, a volte si sentiva il bisogno di parlare e confidarsi con i vecchi amici del reparto di provenienza, in grado di darti un senso di sicurezza in quella situazione così straniante; ma già dopo le prime ore avevi l’impressione di conoscere gli altri da sempre, e quasi quasi ti dimenticavi il vero motivo per cui eri lì...
A volte basta poco per far passare ogni timore o dubbio.
Il bello del rendersi conto che, sebbene provenissimo da contesti differenti e avessimo tradizioni e usanze diverse, provando le stesse emozioni potevamo essere tutti uniti; e che alla fine, scherzando sugli accenti o sui modi dire, stavamo instaurando dei rapporti che difficilmente avremmo dimenticato; questo è stato sufficiente a toglierci ogni preoccupazione e poter finalmente dare il meglio di noi stessi.
Il giorno dopo la fine del primo campetto, seduta in classe a scuola, quasi mi sembrava incredibile di essere tornata in un contesto a me tanto familiare, nel quale però mancava la presenza delle nuove amicizie che si erano formate…
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Ma ancora più strano è stato il ritrovarsi in aprile. Riabbracciare le persone con cui avevi vissuto per tre giorni, tre giorni contro i quattro mesi che erano passati dal primo campo che ora ti sembrava lontanissimo…quattro mesi che, sebbene pieni delle esperienze e delle emozioni di tutti i giorni, non erano riusciti a cancellare i forti legami che avevamo costruito.
Ritrovarsi la sera a cenare e a riflettere insieme, stupendoci di rivederci cresciuti e diversi, e chiedersi se era passato realmente un periodo così lungo, come se davvero non fosse possibile sentirsi così bene con persone che avevi conosciuto tanto tempo prima.
E il saluto, questa volta più sentito, alla fine del campetto, e la promessa di ritrovarsi, comunque vadano le cose…. E’ proprio questo il bello di questi momenti: ti spingono a riflettere su cosa può realmente significare un’esperienza come il Jamboree, se solo il vivere i campi ti lascia delle emozioni così forti. Capisci quanto potrai crescere, cambiare, e quanto sarà bello ed entusiasmante conoscere ragazzi tanto diversi da te, ma in fondo, proprio perché ragazzi, tanto uguali.
Laura Elena Porcaro – CNGEI Bergamo 6




