I campetti di formazione

Devo ammettere, innanzitutto, che questi campi rientrano sicuramente tra i più particolari a cui abbia mai partecipato.
Non capita tutti i giorni di aver l’occasione di incontrare ragazzi che, pur essendo lontani, condividano la nostra voglia di vivere e sperimentarsi, il nostro orgoglio di esser scout.

Il lato più positivo dei giorni passati con i miei compagni d’avventura è stato di certo la facilità con cui tutti siamo riusciti a socializzare; il primo impatto non è stato glaciale come avrei potuto immaginare. Si sa, alla partenza i dubbi sono sempre molti e cercando di prepararsi a tutto s’ipotizza tutto ciò che si potrebbe trovare all’arrivo.
Proprio in quel momento mi resi conto di esser circondata da un’aria positiva, familiare. Eravamo tutti nella stessa situazione, più che felici di esserlo, e non ci restava altro che conoscerci!
In questi anni si parla molto di sfiducia, di timidezza, di mancanza di contatti col prossimo e queste sono le occasioni in cui chiunque si ricrederebbe.
La voglia di partecipare, condividere e mettersi in gioco regnava in tutti noi.
Questa credo sia una delle grandi magie che talvolta si ripete, si rinnova, rifiorisce all’atto di una presentazione; poi, se chi abbiamo davanti condivide i nostri ideali, le nostre speranze come anche le nostre incertezze è decisamente tutto più semplice.
Vorrei davvero che questo atteggiamento fosse adottato da tutti sempre e comunque, nella vita di tutti i giorni.

Naturalmente ci son stati altri notevoli aspetti positivi.
Le attività ci hanno ancor di più aiutato a scoprici, a capirci e iniziare conoscerci, considerando che molti di noi avranno la fortuna di partecipare assieme al Jamboree e quindi dovranno passare molti giorni a stretto contatto.
Tuttavia devo dire che anche solo dal primo campo il gruppo si era già formato anche se, com’è ovvio che sia, non era ancora del tutto compatto.
E l’ottima compagnia ha permesso che si dileguassero molti tra gli aspetti negativi: il sonno non si è fatto sentire fino al viaggio di ritorno, la fatica durante le camminate non ci ha raggiunti, il gesto più noioso diventava divertente e spunto di conversazione.
Questa sensazione, questa fantastica facilità con cui mi sono ambientata è comparsa subito in entrambi i campetti, nel secondo rafforzando i rapporti – molti dei quali ora davvero importanti – scoprendo pregi e difetti di ognuno.

Posso concludere dicendo che i giorni trascorsi sono stati unici, utili ma soprattutto piacevoli e ora…
…rimane solo la voglia di rivedere i miei compari!

Francesca Bresciani - Milano 3

admin – Lun, 04/06/2007 – 10:38